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5 febbraio 2008

DODICI ANNI, NEANCHE PER OMICIDIO

Il quotidiano City del 4/2/08 riporta in prima pagina la notizia che la Banca D’Italia, o BankItalia, ha calcolato che in media per comprare casa servono dodici anni di stipendio contro gli 8,4 del 1995. Il che rappresenta la bellezza di 144 stipendi. Il tipo di casa è di 100 metri quadri e lo stipendiato preso in considerazione è il lavoratore dipendente. Quindi si può comprendere benissimo come per milioni di italiani la casa sia diventata una chimera e la formazione di una nuove famiglie sia difficile e talvolta economicamente onerosa. A questo dato di fatto va aggiunta l’ovvia considerazione dell’aumento delle differenze di reddito e di potere d’acquisto fra le minoranze di ricchi e le maggioranze dei lavoratori dipendenti nel Belpaese, differenze che vedono i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E’ doveroso alla luce di questo dato constatare come i governi di centro-destra e quelli di centro-sinistra non hanno spostato questa tendenza e anche, cosa paradossale, che se si volesse comparare gli anni di stipendio necessari per comprare un modesto appartamento da parte di un lavoratore alle pene realmente scontate nella penisola dai delinquenti si osserva come molto probabilmente dodici anni non si scontano più neanche per omicidio. Sicuramente non per quello colposo. In questa condizione di devastazione morale e putrefazione della vita sociale e politica anche il fare famiglia e il creare il proprio ambiente di vita diventa proibitivo e alle volte una condanna. Emerge con forza la distanza fra i ceti privilegiati e i gruppi sociali prossimi alla vita politica e la gran massa dei cittadini comuni costretti a subire ogni sorta di mutazione negativa. Fino a che punto i ceti medi, un tempo sostegno della Democrazia rappresentativa, accetteranno queste condizioni di vita e di lavoro? Possibile che si possa promettere il paradiso in terra e trasformare la vita dei molti in una lotta penosa per avere ciò che fino alla generazione precedente era considerato un diritto? Quanto può durare una “democrazia minima” fondata sulle illusioni, sulla pubblicità, sulle penose finzioni? Quali nuove terribili prove ci porterà questa nuova crisi economica? Queste le domande che oggi consegnamo al gentile lettore, sapendo che saprà trovare da sé le risposte che qui per carità di Patria non osiamo trascrivere.

IANA per Futuro ieri



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